19 maggio 2016

Miracolo a Le Havre

“Miracolo a Le Havre” è un film del 2011 diretto da Aki Kaurismäki.

Ci troviamo in un porto industriale, tra le banchine cariche di container e gru. Un gruppo di africani immigrati illegalmente, che viaggiano in un container destinato al porto di Southampton, viene sbarcato per errore nel porto francese di Le Havre, in Normandia. Il vagito di un neonato insospettisce un passante che avvisa la polizia. Intervengono i reparti speciali armati per stanare i clandestini nascosti nel container. Una volta aperto, ne escono alcuni sparuti migranti, che si lasciano deportare senza opporre resistenza. Tranne un ragazzino, Idrissa, che fugge nonostante i mitra puntati delle forze dell'ordine.

Marcel Marx, ex scrittore bohémien che ora gira la città facendo il lustrascarpe per sentirsi più vicino alla gente, e Arletty, sua moglie, conducono una vita dimessa, modesta ma tranquilla, insieme alla cagnolina Laika, nella periferia di Le Havre, dove tutti si conoscono. Marcel si trova per caso sui moli mentre Idrissa si nasconde, immerso nell'acqua gelida, per sfuggire alla polizia che lo cerca. Marcel gli lascia da mangiare e se ne torna in quartiere. Il giorno seguente lo incontra di nuovo e decide di nasconderlo in casa, dove nel frattempo è rimasto solo perché Arletty è stata ricoverata in quanto gravemente ammalata. Il commissario, sospettoso ma non inflessibile, protegge la fuga del ragazzino.

Marcel si affeziona al ragazzo e con la complicità e la solidarietà della gente di tutto il quartiere, decide di prodigarsi per aiutare il bambino a passare la Manica e raggiungere Londra, dove lo aspetta la mamma con cui non può mettersi in contatto. Si reca a nord dove, in un accampamento di clandestini, viene a sapere che il nonno di Idrissa è in carcere. Riesce a vederlo spacciandosi per suo fratello e da lui riesce ad avere l'indirizzo della madre in Inghilterra. Poi si reca al porto e grazie all'aiuto di un marinaio disposto a portare il ragazzino in acque internazionali, organizza la fuga. C'è ancora un problema: la barca inglese che lo porterà sulle coste britanniche vuole soldi. Molti più di quanti Marx potrebbe mai avere.

Inizia una fitta rete di contatti con i diversi personaggi che animano la vita del quartiere: l'anziana barista, il giovane cinese clandestino che in realtà è vietnamita ma ha dovuto accettare la falsa identità che è riuscito a procurarsi, il fruttivendolo e la panettiera che consigliano a Marcel di organizzare un concerto di beneficenza, richiamando uno stagionato rocker, Little Bob. Il concerto ha un grande successo, i soldi sono finalmente arrivati. In un'ultima fuga dentro il carretto di frutta e verdura, Idrissa elude l'inseguimento della polizia e grazie all'intervento decisivo del commissario che depista gli agenti ed impedisce la perquisizione di una parte del battello, salpa verso Londra. Arletty nel frattempo guarisce miracolosamente e torna a casa con Marcel.


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