14 maggio 2016

17 ragazze

“17 ragazze” è un film del 2011 scritto e diretto dalle sorelle Delphine e Muriel Coulin.

Si ispira ad una storia analoga realmente accaduta nel 2008 a Gloucester, Massachusetts.

Le 17 ragazze, tutte adolescenti, frequentano la stessa scuola in una piccola cittadina della provincia francese sull’Atlantico: quindici di esse prendono una decisione eclatante e, nell’arco di poche settimane l'una dall'altra, restano incinte e desiderose di portare a termine la propria gravidanza. Delle altre due, una, Mathilde, rimane vicina alle sue amiche anche senza aver voluto fare altrettanto; l'altra, Florence, simulerà con un finto pancione fino a quando non sarà scoperta e allontanata.

Tutto inizia quando Camille, liceale dal carattere volitivo, scopre di aspettare un bambino per colpa del preservativo rotto durante un rapporto. L'occasione le è propizia per aspirare a una vita migliore di quella che la circonda, sentendosi mal sostenuta dal mondo degli adulti: decide dunque di non abortire e di tenere il bambino. Le sue amiche, inizialmente incredule e dubbiose, decidono di starle vicino. Florence, ragazza introversa e già piuttosto invisa al gruppo, viene per caso a conoscenza della notizia non ancora di pubblico dominio e rivela a Camille di essere anche lei incinta. La sua bugia sarà smascherata soltanto qualche mese dopo, ma l'idea di non essere già l'unica, permette a Camille di diventare in breve tempo un esempio e un modello per le sue amiche del cuore e di condividere con loro la sua fantasia di una vita da passare insieme, unite in un unico destino di ragazze madri, libere dall'oppressiva mentalità dei genitori, e anzi con la voglia di rivendicare tutti i diritti e l'emancipazione che si devono a una madre in procinto di partorire ed intenzionate quindi a fare a meno di chiunque, sia dei partner che dei genitori. L’idea di Camille era quella di crescere i loro figli aiutandosi fra loro, possibilmente in modo assai differente da come sono state cresciute a loro volta. Le amiche di Camille sposano in pieno l'idea e rimarranno incinte una dopo l’altra attraverso rapporti occasionali e non protetti. La diffusione della notizia innesca una reazione a catena e altre ragazze della scuola seguono la loro stessa sorte, fino a un numero di quindici gravidanze. Tra queste la più problematica è quella di Clémentine, che è fisicamente più piccola e più fragile delle altre e dovrà faticare non poco per trovare un ragazzo con cui fare l'amore che non la veda ancora come una bambina, fino al punto di arrivare ad offrirsi a pagamento. Di lei si segue anche il forte ostracismo dei suoi genitori contro i quali dovrà combattere.

Mentre le famiglie di queste ragazze e le istituzioni, in modo particolare quella scolastica, rimangono interdetti e si interrogano sulle cause di questo fenomeno, non trovando ragioni né spiegazioni, e sui tentativi di arginarlo (fino anche a pensare di poter espellere dalla scuola Camille, indicata come il motore dell'intera vicenda), le ragazze continuano a vivere normalmente la loro vita, alternando lo studio e il tempo libero alle continue ecografie, controlli e ginnastiche prenatali, senza lesinare alcol, sigarette e serate con i ragazzi. Al termine di una nottata trascorsa davanti a un falò, in seguito a un piccolo incidente in macchina, Camille accusa un malore: trasportata all'ospedale, subisce il distacco della placenta e perde il bambino. La ragazza, accompagnata dalla madre, lascia la città facendo perdere progressivamente le proprie tracce, limitandosi a mandare un messaggio in occasione dei parti delle altre ragazze che nel frattempo hanno avuto i loro bambini e continuano a frequentarsi, benché abbiano abbandonato i loro fantasiosi progetti di una vita insieme.



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